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Un segnale debole viene promosso a “tendenza” in un momento abbastanza preciso e verificabile della sua vita. Quando una piccola comunità agisce in modo ancora scollegato e disomogeneo, anche se percorre una via identificabile, è ancora un segnale debole. Si tratta di comportamenti che non riescono ancora ad incidere nella società e rientrano piuttosto nel contesto di bizzarie di piccoli gruppi alternativi che non danno alcuna garanzia di continuità o evoluzione. Meno ancora offrono una declinazione economica per gli operatori del mercato. Ma quando queste comunità cominciano ad organizzarsi e si mettono a tessere una rete di relazione al suo interno, e se questa relazione è continua, presto i frutti del dialogo e dello scambio diventano evidenti. A quel punto si può parlare di tendenza, perché non è ancora scontato che questa nuova formula sia già in grado di produrre effetti concreti nella vita di ciascuno o almeno di qualcuno di noi. I makers di tutto il mondo sono ormai in quella fase della loro evoluzione nella quale la tendenza comincia a produrre nuovi approcci e anche nuove soluzioni di prodotto. In Italia, ad esempio, si contano già 115 Fab Lab che sono una sorta di laboratorio comune, dove questi artigiani digitali possono trovare spazi di lavoro ma anche attrezzature e sapere condiviso. Nel corso dell’ultimo anno il numero dei Fab Lab è cresciuto del 30% e quando si ha un’accelerata di questa dimensione è chiaro che il segnale debole ha cambiato pelle. Alla base di questo fenomeno ci sono le note stampati 3D ma alla base delle stampanti 3D c’è una piattaforma elettronica, open source e low cost di nome Arduino. Nemmeno a dirlo è un progetto italiano il cui padre risponde al nome di Massimo Banzi. Ad incoraggiare questo processo (convergenza di fattori) si è anche ultimamente inserito il Piano Nazionale per la scuola digitale che prevede fondi per un miliardo di euro per la promozione e l’apertura di Fab Lab negli Istituti. Il motto di questa nuova vision storicamente affine alla predisposizione artigianal-innovativa dell’Italia è “Se puoi immaginarlo puoi farlo”. I Centri storici ormai svuotati per la loro inveterata inaccessibilità cominciano a ripopolarsi. Gli spazi abbandonati, da negozi e uffici si trasformano in  laboratori. Al loro interno si percepisce un formicolare di algoritimi, resine, lime e cacciaviti. Fate posto agli Artigiani Urbani!

LINKOGRAFIA
Il Sito di Arduino
Il Fab Lab di Rovereto
La Communiti di Artgiani, Makers, Crafters, Designer…
Il Sito del MIUR del Piano Nazionale della Scuola Digitale