Da tempo le aspettative attorno Blockchain (il protocollo che sostiene Bitcoin per intenderci) sono in rapida ascesa. Per capirci qualcosa di più ho chiesto un approfondimento a Marco Dal Prà*, che è un vero esperto della materia ed un “Bitcoin supporter”, come ama definisrsi.
Con l’invenzione di bitcoin, la moneta decentrata proposta nell’autunno del 2008 in concomitanza con il fallimento della Lehman Brothers, è arrivata nel mondo dell’informatica la Blockchain, un nuovo modo di memorizzare i dati. E’ un sistema che a differenza di quanto siamo abituati a fare tutti i giorni, non permette di duplicare una informazione, ma di spostarla da una persona ad un’altra. Da un proprietario all’altro. Gli utenti che usano la blockchain in pratica si distinguono perché ognuno ha una password che individua la propria casella di memoria, come una sorta di coordinata IBAN, nel quale ogni informazione che viene memorizzata, arriva da un’altra persona, e non può essere duplicata. Semmai può essere inviata a qualcun altro, che il proprietario “perde”. Ogni dato quindi esiste una volta sola, è univoco. Bitcoin usa la blockchain per memorizzare transizioni finanziarie, ma nulla toglie che può essere usata per memorizzare il numero di targa di un’autoveicolo e quindi individuarne il proprietario. Che potrebbe farne il passaggio di proprietà senza bisogno di nessun ufficio pubblico, senza nessun notaio. La Blockchain infatti è un database pubblico, che tutti possono consultare e del quale tutti possono averne una copia. Poterebbe essere usato per tantissimi settori. Ad esempio per tenere traccia dei passaggi di proprietà degli immobili, dei diritti d’autore su un brano musicale (lo sta già facendo Spotify che ha comprato la startup newyorkese Mediachain Labs,), la compravendita di energia elettrica (lo sta già testando ENEL con EON), oppure di titoli azionari. Tutto questo funzionerebbe senza intermediari, perché la blockchain viene tenuta in piedi direttamente da chi la usa. Potrebbe essere usata per gestire i punti regalo dei supermercato, oppure per tenere traccia di un Container o di una spedizione. Un settore importante per tracciare i lotti produttivi dove la blockchain potrebbe trovare applicazione è quello Farmacetico. Ma ancora abbiamo i prodotti agricoli ed alimentari italiani “DOC”, per i quali la Blockchain potrebbe essere un toccasana, per tenere traccia di tutti i passaggi che intercorrono dal produttore al consumatore.

Il tutto senza notai e senza carte bollate. E’ la nuova rivoluzione del XXI secolo. E ci coinvolgerà tutti.

 

*Marco Dal Prà è un tecnico elettronico. Ha un passato nel software per l’automazione industriale e oggi si occupa prevalentemente di impianti per le energie rinnovabili ed efficienza energetica. Ha un sito (www.marcodalpra.it) dove ha pubblicato diversi articoli su questi argomenti. Oggi per passione segue molto da vicino le evoluzioni della blockchain e delle criptovalute, per le quali ha tenuto anche dei seminari aperti al pubblico.