Lo sappiamo, il calendario Pirelli 2014 ha sdoganato le donne giunoniche (quelle che se vuoi essere figo devi chiamare Curvy), a quel punto è stato un crescendo di approvazioni (ma se vuoi essere figo devi chiamarlo endorsement) da più parti. L’ultima è il tormentone dell’estate del rapper Piotta che canta “BBW le donne che amo hanno qualche chilo in più”. Per capire perché proprio adesso il fenomeno è esploso e soprattutto che altre conseguenze avrà nelle nostre vite, si potrebbe partire da alcune dinamiche sociali abbastanza note. Ad esempio da uno studio che mette in relazione la lunghezza delle gonne con il benessere sociale. Ad ogni boom economico le gonne si sono accorciate per poi allungarsi nei momenti di recessione. Sempre nei momenti di recessione l’ostentare benessere passa attraverso il proprio corpo ben nutrito. Da solo questo forse non basterebbe a capire il fenomeno e allora ci aggiungiamo la diversa cultura alimentare che, sempre seguendo le diverse epoche, è passata dalla novelle cousine, alla cucina povera, da quella molecolare a quella etnica, dalla vegana a quella crudista… In qualche modo questo ha influito anche sul fisico dei consumatori più attenti alla cultura dell’alimentazione, che tuttavia sono una minoranza trascurabile. Allora diciamo anche che il fenomeno “fianco forte” potrebbe essere la resa collettiva allo stato di fatto di una popolazione sovrappeso modo irreversibile (almeno in occidente). Le persone grasse sono quasi la metà della popolazione ed ignorarle come modello di bellezza a questo punto sarebbe anacronistico. Come sempre è troppo presto per capire la corretta alchimia di questo fenomeno, del quale si avranno certezze solo (forse) in prospettiva storica. In un ottica futura credo invece che le declinazioni di questa tendenza siano abbastanza interessanti e di medio lungo periodo. A ben vedere questo nuovo tipo di canone estetico sembra mutuato, senza nemmeno troppa fantasia o innovazione, dal periodo rinascimentale e forse non è un caso che proprio a quell’epoca si sono ispirati di recente anche designers d’interni piuttosto prestigiosi. Nel loro caso tuttavia la reinterpretazione e l’innovazione è presente in modo significativo, come nel caso dell’utilizzo di legno bruciato insieme alla pelle e alle borchie per la realizzazione di sedie e poltrone. Quello che ci aspetta con buona probabilità quindi sono oggetti ricchi di decori lavorati, forme morbide e tondeggianti, colori vivaci in contrasto con tonalità più scure. Materiali antichi come la pelle, l’ottone e il legno, accoppiati a nuovi materiali frutto di nanotecnologie come le fodere che assorbono l’umidità (e il sudore), o le cariche elettrostatiche…

LINKOGRAFIA
Il video della canzone di Piotta
Candice Huffine: La modella di sana e robusta costituzione
La poltrona in burned wood del designer Marteen Baas
Le tendenze di questa stagione per le gonne