Una volta le cose erano semplici, esistevano le grandi produzioni Hollywoodiane, dove convergevano gli attori più belli e bravi, i migliori registi, sceneggiatori, compositori, costumisti e soprattutto avevano la migliore distribuzione. Anche se abitavi nel paesino più isolato e avevi una saletta per cineforum senza riscaldamento, prima o poi il filmone arrivava anche li. Poi c’erano le piccole produzioni indipendenti, in genere affollate di giovani registi e attori che volevano farsi un po’ di esperienza, mettersi in luce e magari vincere qualche premio in grado di fargli fare il salto di qualità. Cioè verso Hollywood. Non tutte queste produzioni però erano di qualità, molte erano pellicole di genere (splatter, biopic di personaggi sconosciuti, noir perversi, fantascienza casalinga, blaxploitation …) i cosiddetti B-Movies che non avevano un intento preciso se non quello di accontentare una nicchia di appassionati. Queste due seconde tipologie condividevano il comune destino di una distribuzione talmente ristretta che spesso non permetteva loro nemmeno di essere fruita dai veri appassionati. Pochi cinema e tutti raggruppati nei grandi centri metropolitani erano il massimo a cui prodotti del genere potevano ambire. In Europa più che altrove ci sono sempre stati anche i film d’essai. Pellicole con ambizioni artistiche, spesso girati e prodotti in economia ma con cast e regie di primo livello. La distribuzione di questi prodotti era migliore di quella dei B-Movies ma non così diffusa come i fratelli maggiori di Hollywoodiani. La loro vera ribalta sono sempre stati i festival del cinema europei (Cannes, Venezia, Berlino…). Produzioni molto elogiate dalla critica, spesso meno apprezzati dal pubblico, che però per pudore li andava a vedere e spesso fingeva di goderne. Il panorama del cinema si fermava li. Almeno fino a pochi anni fa. Poi, come spesso accade con i segnali deboli, una convergenza di fattori tecnologici ed economici ha portato una rivoluzione ancora in atto e che si manifesterà nella sua reale portata nel prossimo quinquennio.
I fattori tecnologici della rivoluzione sono il web a banda larga e la digitalizzazione di tutto il processo di ripresa, animazione e montaggio. Questo fenomeno da solo ha già modificato il modo di concepire il cinema (sia nei lungometraggi quanto nei corti) e soprattutto ha abbassato sensibilmente la soglia di accesso alla produzione cinematografica, essendo questa attrezzature economicamente molto più economiche. Ma il fattore economico principale non è stato l’abbattimento dei costi di realizzazione bensì l’entrata nel mondo dell’entertainment di nuovi player di mercato. Già da tempo i big della new economy hanno investito e stanno investendo in produzioni per il motivo che essi stessi hanno in mano anche la distribuzione. Il dato nuovo portato dalla banda larga infatti è proprio la veicolazione e la fruizione dell’entertainment che ormai per una sua fetta molto significativa passa attraverso il downolad. Questo soprattutto nelle fasce di età giovanile ma non solo. Anche Sky, per fare un esempio, utilizza il medesimo canale per i suoi servizi di TV on demand come MySky ad esempio. La rete e l’abbassemto dei costi di produzione si è poi combinato con un’altra trovata della rete il crowdfunding, che adesso sta spopolando. E non è difficile imbattersi in portali dedicati esclusivamente al finanziamento di progetti cinematografici o musicali. Questo ha liberato una moltitudine di energie tanto creative quanto economiche. Ma soprattutto ha modificato radicalmente i format delle produzioni (sia in ambito storytelling, sia in ambito artistico sia in ambito di concept). Nel prossimo futuro ci sarà da aspettarsi produzioni di puro entertainment interamente finanziate dal product placement, produzioni sperimentali borderline interamente finanziati dal pubblico degli appassionati e nel mezzo un incalcolabile numero di novità ibride non difficilmente ipotizzabili. Per le agenzie di marketing e soprattutto le aziende utenti del marketing questa è un ottima notizia. Indovinate perché?

LINKOGRAFIA
Innamorati della cultura è un portale italiano di crowdfuning che ospita molti progetti cinematografici
Musicraiser invece è specifico per i progetti musicali (tra cui le colonne sonore)
Kickstarter è senza dubbio il più grande portale al mondo di crowdfunding
Un portale olandese specifico per il  crowdfunding del cinema
Un articolo del Times of India che da conto del crowdfunding a Bollywood