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La rivista “The Talks” questa settimana ha pubblicato un’intervista con lo scrittore Jonathan Safran Foer. La storia della pubblicazione del suo primo libro (Ogni cosa è illuminata, pubblicato in Italia da Guanda) è qualcosa di molto interessante per tutti. Sentite: terminato di scrivere e correggere il manoscritto, Jonathan lo inviò a 13 tra i migliori agenti di New York, tutti rifiutarono di rappresentarlo. Lui allora, senza demoralizzarsi, lo invio ad un’altra dozzina di agenti ed uno di questi accettò l’incarico. Questo agente inviò subito il manoscritto a tutti gli editori di New York potenzialmente interessati a quel romanzo e nessuno accettò di pubblicarlo. Poco dopo la sua agente si ammalò gravemente e dovette tornare in Danimarca (suo paese d’Origine) per curarsi. Questi fatti, sommati insieme, gettarono per qualche tempo Jonathan nello sconforto. Dopo tre mesi, ritrovata l’energia giusta, inviò nuovamente il manoscritto a tutti gli agenti che conosceva e immediatamente molti di questi (tra cui anche agenti che lo avevano prima rifiutato) si dimostrarono interessati a rappresentarlo. Lo scrittore ci tiene a sottolineare il fatto che il manoscritto non era stato rimaneggiato nel frattempo. Non aveva cambiato nemmeno una parola, nemmeno una virgola. L’agente scelto da Jonathan inviò il suo lavoro a diversi importanti editori e molti di questi furono subito pronti a pubblicarlo. In soli tre mesi, senza che niente fosse cambiato, tutto era cambiato. Improvvisamente il suo libro era diventato bello e necessario. Jonathan dice di non essere religioso e di non credere quindi nei miracoli. Crede però che in ogni cosa ci sia una sorta di benedizione.  Personalmente credo che questo strano episodio non sia nè un miracolo nè una benedizione posseduta dalla cose. E’ più probabilmente un tipico caso di maturazione di segnale debole. Possedendo i corretti sturmenti di amplificazione del fabbisogno di mercato, queste improvvise (o meno improvvise) mutazioni di orientamento sono più facilmente individuabili e gestibili. Perché nella vita è sempre meglio non confidare nei miracoli. Se siete interessati ad approfondire questa opportunità di monitoraggio e gestione strategica dei segnali deboli scrivetemi.