Monitorare le fiere di settore è sempre stato uno dei metodi più efficaci per raccogliere segnali deboli. I momenti di aggregazione settoriali sono l’occasione per trovare, già impachettate, tutte le tedenze del breve-medio periodo. E’ anche l’opportunità migliore che si possa avere per parlare con molte persone immerse quotidianamente nel prodotto e nel mercato. Esiste però anche un’altra utile strategia per setacciare il nuovo di una manifestazione: le sue parole chiave. Se analizziamo quelle di SMAU 2014 non è facile cogliere novità significative. Ancora “Mobile”, “Cloud”, “Integrazione”, “Stampanti 3D”. Nulla che solletici particolarmente la fantasia. Più interessante invece è risultato l’elenco degli espositori e il numero davvero significativo di Acceleratori di innovazione, Start up istituzionali e private, Incubatori… Questo apprezzabile panorama di operatori fa presupporre una quantità di nuovi concept che in capo a qualche anno dovrebbero costituire la più aggiornata offerta disponibile sul mercato. Capire di quale tipo di offerta si tratti, anche solo a grandi linee, non è così semplice. A meno che non si passi del tempo a spulciare l’elenco dei seminari, dei workshop e dei convegni che arricchiscono l’evento SMAU. Qui prevalgono i progetti di dematerializzazione della burocrazia, i servizi integrati alle imprese per lo snellimento dei processi, l’e-commerce associati ai pagamenti digitali e le app. per dispositivi mobile. La tentazione di scrivere niente di nuovo è grande e non ci sarebbe da stupirsi poi molto in effetti: le novità non sono mai dove te le aspetti, altrimenti non ti colpirebbero con l’effetto sorpresa. Poi ti accorgi che SMAU non è “tutto qui”. Sì perchè SMAU è a Milano, ma è anche a Napoli, Bari, Roma, Torino, Padova, Bologna, Firenze. Ecco questa è forse la lezione di SMAU: il suo format

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