Se anche voi siete terrorizzati quando i vostri amici vi invitano per una cena, dopo che questi sono tornati da una vacanza esotica, perché desiderano rivedervi (e invece voi sapete che l’unica ragione è quella farvi sorbire foto e video tipici dei turisti imbranati), allora il futuro potrebbe riservarvi pessime notizie. Tra pochissimo quegli stessi vostri amici potrebbero chiamarvi e tenervi incollati alla TV 12 ore filate, per assistere al riassunto completo e realissimo di tutta la loro esistenza. E quanto parlo di futuro, intendo il futuro più prossimo che possiate immaginare. Il 23 ottobre esce in Italia Boyhood, un film girato nell’arco di 12 anni, che ha come interprete un ragazzino inizialmente di 7 anni e che poi si è ritrovato alle scene finali ad averne 19. In mezzo si può assistere in modo iperrealistico a buona parte della sua vita. Come quasi sempre tuttavia, i film non sono altro che progetti commerciali per consolidare segnali deboli già presenti (contrariamente a quanto comunemente si pensa, ovvero che i film lancino le mode, è quasi sempre vero il contrario). Come consiglia anche l’inserto culturale del Corriere della Sera, è sufficiente digitare su youtube “one second a day” per essere catapultati negli eventi emotivamente più coinvolgenti di perfetti sconosciuti (e che probabilmente gli eventi sono emotivamente coinvolgenti solo per loro). Se ne trovano a centinaia e il fenomeno è destinato a crescere esponenzialmente. Sono sicuro che anche voi avete notato molti motociclisti con la telecamera nel casco e lo stesso vale per sciatori, paracadutisti… Ora sul mercato si sono affacciate nuove applicazioni e nuovi dispositivi che renderanno questa pratica ancora più diffusa. Stiamo parlando di computer indossabili (wearable), microcamere grandi come penne o ancora più piccole e applicazioni che scattano in automatico una foto ogni trenta secondi. Si apre in questo modo uno scenario simile a quello degli inizi anni’90, quando le telecamere portatili e a basso costo hanno presto originato il fenomeno cinematografico The Blair Witch Project. Si apre anche un altra dimensione del ricordo personale, sempre meno corrotto dal ricordo emozionale e sempre più documentato in modo razionale e preciso. Cambierà quindi anche la percezione del nostro passato, anzi della nostra vita e non sempre la fedeltà HD dell’immagine sarà altrettanto precisa quanto la capacità di interpretare gli eventi passati nel giusto contesto. Non è da tutti trasmettere le emozioni con una foto o un’immagine (altrimenti saremmo tutti fotografi e registi professionisti) ne è possibile per un dispositivo elettronico offrire la prospettiva completa. Ora però questo confine è più labile. Impariamo a farne i conti.

 

LINKOGRAFIA
Il Trailer di Boyhood
Uno dei tanti “One second a day”
“Narrative Clip”, una delle più recenti applicazioni per il lifeloggin
“Autographer” un dispositivo wearable alla portata di chiunque