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L’osservatorio Sana (il Sana è il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale che si tiene a Bologna ogni settembre) ha pubblicato un’indagine con diversi dati utili per noi Italiani. Forse il più interessante è quello che vede più di un americano su due (esattamente il 53%) disposto a spendere fino al 10% in più, purché il prodotto sia di origine italiana. Sempre nella stessa indagine si evince che, sia in Canada sia in USA,, il primo Paese che viene in mente quando si parla di cibo di qualità è l’Italia. Ricordo un caso similie di un mio cliente che, circa tre anni fa, si è messo in testa di ritornare a produrre le linee più esclusive delle sue calzature in Italia (quando prima erano fatte in Romania). Facendo un’indagine sulla predisposizione a pagare un sovrapprezzo per il made in Italy è venuto fuori che i suoi clienti negli USA arrivavano ad accettare un aumento fino al 50%. Piccola nota: il maggior costo per produrre in Italia, invece che in Romania era ed è di circa il 30% (a scendere). Con questa operazione, quindi, il mio cliente ha riportato a casa posti di lavoro, ha valorizzato ulteriormente il made in Italy e ha guadagnato un 20% netto in più…