I mercati spesso presentano ai consumatori prodotti la cui qualità è difficile da valutare in anticipo. Un orologio per esempio, potrebbe sembrare bello nel negozio, ma per quanto a lungo funzionerà? Le garanzie sono un modo per superare l’incertezza. I grandi marchi che offrono prodotti stabili ma standardizzati sono un’altra soluzione al problema. La caffetteria hipster può benissimo avere la migliore birra del mondo, ma il baretto sotto casa spera che tu non voglia rischiare. Nel 1970, il premio Nobel per l’economia George Akerlof, nel suo libro “Il mercato dei limoni” (ora purtroppo fuori catalogo), si è chiesto cosa sarebbe successo al mercato delle auto usate se gli acquirenti non fossero riusciti a distinguere tra una buona occasione ed una pessima. Supponiamo che un acquirente fosse disposto a pagare 1.000 dollari per un buon set di ruote (tecnicamente chiamata “pesca”) ma solo 500 dollari per un’auto malfunzionante (definita “limone”). E supponiamo che entrambi i prodotti valgano un po’ meno per i venditori. In un mondo trasparente, il commercio di entrambi potrebbe prosperare. Ma se i limoni e le pesche sono difficili da distinguere, i compratori taglieranno le loro offerte di conseguenza. Potrebbero essere disposti a pagare, diciamo, 750 dollari per un auto che percepiscono come avente una possibilità pari di essere un limone o una pesca. Il problema è che i rivenditori che sanno per certo di avere una pesca rifiuteranno una simile offerta. Di conseguenza, gli acquirenti affrontano la “selezione avversa”: gli unici venditori che saranno disposti ad accettare 750 dollari saranno quelli che scaricano limoni. Gli acquirenti intelligenti questo possono capirlo. Sapendo che saranno sempre venduti solo limoni, offrono solo $ 500. I venditori di limoni finiscono con lo stesso prezzo che avrebbero fatto se non ci fosse stata alcuna ambiguità. Ma l’asimmetria informativa significa anche che nessuna (e soprattutto) pesca viene scambiata. Questa è, in grande sintesi, la conclusione di George Akerlof nel suo libro.

Naturalmente l’asimmetria informativa rimane un problema spinoso ancora oggi. Ne ha fatto le spese anche l’Obamacare ed il suo America’s Affordable Care Act . Molte meno persone in salute del previsto si sono iscritte alle borse assicurative sponsorizzate dal governo, il che limita la quantità di premi che può variare a seconda del rischio. Gli assicuratori, per questa ragione stanno subendo perdite; di conseguenza, hanno aumentato i prezzi in modo sostanziale. Diversi analisti pensano che questi aumenti dei prezzi allontaneranno i clienti più sani, portando l’assicurazione pubblica a una “spirale della morte”. Un secondo aspetto piuttosto critico per l’imprenditore ed il manager che affronta il tema dell’asimmetria informativa è quello che coinvolge la legge sulla privacy, la quale tende a proibire ai datori di lavoro di chiedere informazioni sui precedenti penali e lo stato di salute dei richiedenti lavoro. La rimozione di tali informazioni peggiora l’asimmetria informativa. Ricerche recenti suggeriscono che la messa al bando di queste informazioni fa sì che le imprese discriminino per razza e provenienza, così che l’impiego di uomini neri, mediorentali e slavi diminuisca. Quello che è certo è la non disponibilità di sufficienti informazioni diminuisce l’efficienza dell’intero sistema. Una corretta e completa informazioni al pubblico, di contro, è provato dia risultati commerciali estremamente confortanti. Resta solo da stabilire quali, delle tantissime nozioni possedute dall’azienda. siano quelle strategiche per la decisione d’acquisto. Per questo Linkredibile ha delle soluzioni.