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L’uomo nel corso della sua evoluzione ha sempre mostrato scarso interesse per le conseguenze delle sue azioni. Senza andare troppo indietro nel tempo, basti pensare al fatto che solo molto tempo dopo la costruzione delle centrali nucleari si è cominciato a ragionare sulla gestione delle sue scorie. In Italia ad esempio, non si è ancora trovata soluzione alle poche ma sempre potenzialmente pericolose che abbiamo prodotto decenni or sono. Ma il dato su cui sto riflettendo in questi giorni sono le conseguenze dello spropositato numero di incubatori, acceleratori e venture farm disseminati per il nostro Paese ed il resto del mondo. Statistiche rilasciate dagli stessi promotori delle iniziative certificano che solo una star up su trenta raggiunge il terzo anno di età, ovvero l’autonomia. Questo significa che, già oggi ,qualche decina di migliaia di start-up languono o sono già state liquidate. Soprattutto questo implica che qualche decina di migliaia di idee, brevetti, prototipi ritenuti inizialmente interessanti sono finiti in qualche cassetto o peggio in qualche cassonetto. Per non dire delle decine di migliaia di persone che ora necessitano di essere riqualificate (che poi è un eufemismo per dire che sono a spasso). E tralascio il conteggio degli investimenti non profittevoli impiegati in queste iniziative, lo tralascio perché come argomentazione è facilmente liquidabile passando per concetto di “rischio di impresa”. Che genere di stimoli pensate che avranno tutte queste persone, in genere giovani, qualificate e brillanti, sicuramente coraggiose e intraprendenti?.. vale a dire la nostra migliore gioventù? E siamo proprio sicuri che tutte quelle idee accantonate, quei prototipi mai industrializzati, quei test di mercato falliti siano tutti da scartare?

Considerate le modalità con le quali molti incubatori organizzano il loro lavoro e analizzando le fonti di finanziamento di questi stessi incubatori, è almeno lecito supporre che la professionalità dei tutor e dei valutatori sia da media a mediocre. E’ possibile che un patrimonio di risorse e di soluzioni sia davvero stata cestinata precocemente. Tutto questo avrà enormi conseguenze nel medio lungo periodo. Qualcuno di lungimirante potrebbe prima o poi, anzi dovrebbe, pensare al recupero, riciclo o riutilizzo di tutto questo. Del resto nemmeno l’oro lo si trova per strada, ma bisogna scavare fondo. Molto a fondo.