Ve lo dico subito: vi stupirò. E non vi piacerà.
Avete presente quella narrazione tutta autarchia e patriottismo che vuole il brand “Made in Italy” come il terzo marchio più conosciuto al mondo dopo Coca Cola e Visa? Ecco, è una balla colossale.
E guardate che questa fantasiosa invenzione del primato italiano non l’ho sentita sbandierare in osteria da un pensionato ebbro e nostalgico. Nemmeno me la riportata mio cuggino. L’ho sentita con le mie orecchie, nel corso dell’annuale assemblea della confindustria trevigiana, citata da un relatore di assoluto spessore. Questo significa che nemmeno le figure più autorevoli (quantomeno sedicenti tali) del nostro Paese ha la cognizione dello stato dell’arte. Veniamo ai fatti veri: è stato pubblicato da qualche giorno uno studio dal titolo “Nation Brands” , che ha preso in esame i 10 più preziosi e consolidati marchi nazionali della terra. Lo studio è stato condotto da Brand Finance, che è il leader mondiale nella consulenza in materia di valutazione e relative strategie di valorizzazione dei marchi. Quindi questo è proprio il tema nel quale è specializzato. Bene, da questo studio si evince che il brand “Made in Italy” non solo non è terzo al mondo in fatto di marchi, ma non lo è nemmeno in fatto di “made in”. Ad essere più precisi è all’ultimo posto della top ten. Che ci crediate o meno, “Made in China” è molto, molto, molto più quotato di noi. Che vi piaccia o no, sopra di noi ci sono anche l’odiatissimo “Made in France”, “Made in Germany”e addirittura gli insospettabili “Made in Canada” e “Made in India”.
Non è tutto: “Made in China” cresce del 40.5% rispetto al 2018 e si colloca al secondo posto, dopo il “Made in USA”. “Made in Japan” ha incrementato il suo valore del 26.0% in un anno e si piazza al quarto posto (dietro il ‘Made in Germany’). “Made in India” guadagna il 18.7% salendo al settimo posto. Come detto, “Made in Italy” perde due posizioni rispetto al 2018 e scende al decimo posto. C’è da meravigliarsi?